Molte persone ogni anno si mettono in viaggio per sottoporsi a cure mediche. Secondo la rivista inglese The Lancet sono ogni anno addirittura 4 milioni, un quarto dei quali si sposta per raggiungere la Thailandia. Paese dove la maggior parte delle persone si sposta per sottoporsi a interventi di chirurgia estetica. Altre méte particolarmente gettonate sono l'India, le Filippine e Cuba.
C'è chi si sposta per pagare di meno un ritocco al seno o alle labbra, ma c'è anche chi non può fare a meno di andare all'estero per beneficiare di cure altamente specialistiche, che solo così può ricevere. Gli italiani, secondo i dati di Cittadinanzattiva - Tribunale per i diritti del malato, nel 2008 sono partiti per all'estero - nell'80% dei casi verso altri paesi europei - soprattutto per interventi chirurgici specialistici meno invasivi di quelli che avrebbero dovuto affrontare in Italia.
Se non si tratta di una scelta, ma di una necessità, esistono agevolazioni che possono aiutare a sostenere le spese di viaggio? In Europa si stanno facendo passi avanti. A fine aprile il Parlamento Europeo a iniziato a fare chiarezza su quali rimborsi può ottenere un cittadino europeo e su quali requisiti deve avere la struttura verso la quale si rivolge affinchè si possa chiedere il rimborso, che sarà quantificato sulla base del tariffario previsto dal Sistema Sanitario Nazionale al quale appartiene il cittadino. E così recandosi in un paese Ue per un'operazione che costa 2.500 euro ma in Italia solo 2.000, il risarcimento sarà pari al solo costo tabellato in Italia, cioè 2.000 euro. Soldi che dovranno comunque essere anticipati dal paziente viaggiatore e verranno successivamente rimborsati dal Servizio Sanitario. Fanno eccezione le malattie rare. Ecco il testo del comunicato scritto dal Parlamento Europeo.