Viaggio nella città dei mostri sacri della classica. Dalle note di Bach, Wagner e Mendelssohn a quelle dei Tokyo Hotel
Da Berlino è possibile raggiungere Lipsia con un comodo, ma costoso intercity in un' ora e mezza. Se invece siete un gruppo di 5-7 persone squattrinate e accomodanti vi consiglio di approfittare dell'offerta "Schöne Wochenende", che vi permette di acquistare un biglietto di gruppo per 35€ a/r. Noi abbiamo fatto così. Una soleggiata mattinata di fine luglio post nottata di bagordi, zaino in spalla e facce assonnate siamo andati a visitare la città di Johann Sebastian Bach, Wagner e Mendelssohn, convinti da Gerard, l'amico spagnolo amante di musica classica. Piccolo inconveniente del biglietto a prezzo stracciato è il dover prendere la coincidenza in un paesino dal nome impronunciabile e affrontare un viaggio di 3 ore a tratta. C'è chi ancora dorme dalla sera precedente, chi legge, chi chiacchiera...
 Foto di lostajy photostream
La stazione centrale di Lipsia, la Hauptbahnhof-Promenaden, è enorme, da far invidia a quella di Berlino, e più che altro è un centro commerciale attraversato da binari. La città è piccolina, ma il centro storico è davvero degno di nota. Essendo una città universitaria, visitarla di sabato in estate significa trovarla semideserta, tolta la stazione brulicante e viva e un paio di vie strette, rese ancora più strette dalla fila di tavolini e ombrelloni dei dehors su ambo i lati; c'è quasi lo spazio per camminare e i prezzi sono per ricconi. Che vitaccia per quei camerieri, ma chissà che mance! Noi optiamo per un parco e il nostro pranzo al sacco, e siamo felici così.
 Foto di profstewartrk photostream
La giornata procede tranquillamente, il nostro passo è lento e la frequenza delle soste molto elevata. Nessuno di noi sette ha una guida decente sulla città, nessuno ha gli orari del museo di Bach, nessuno ha la minima idea di dove si debba andare. Restiamo comunque fedeli all'idea originaria di seguire le tracce dei compositori che resero grande Lipsia, ma il nostro ritmo di marcia è a dir poco scandaloso; ogni km sentiamo il bisogno di un ristoro all'ombra. Invece che trovare le statue dei tre artisti, troviamo tre attori (speriamo) in armatura che si sfidano con la spada, esattamente di fronte a un negozio di costumi, armi, giochi medievali; di lì il sospetto che si trattasse di attori e non di veri cavalieri del 1300. La nostra ricerca dei luoghi che hanno visto, o meglio sentito, nascere opere magnifiche e immortali come il Magnificat di Bach o L'Olandese volante e il Parsifal di Wagner è affidata al caso e alle cartine sparse qua e là per il centro; effettivamente non siamo proprio il gruppo più organizzato del mondo. Decidiamo di sostare per un caffè, e abbiamo trovato un locale meraviglioso: una Spielothek, ovvero un bar neanche troppo piccolo, che permette ai bambini di giocare in una apposta area vicino ai tavolini, attrezzata con dondoli, casette di legno e peluches, e una parete di mensole cariche di giochi da tavolo per i bambini dai 15 anni in su. Impossibile andarsene senza fare almeno una partita! Ed ecco il nostro gruppo paneuropeo seduto all'ombra della terrazza, birra o coca-cola e una sfida spietata a carte. Ma si, chi se ne importa della città e della sua musica finchè c'è il gioco d'azzardo?
 Foto di Photocapy photostream
Giochiamo per più di un'ora, finché il savio Gerard ci impone, insensibile alle lamentele della massa, di continuare la nostra visita culturale e iniziamo a vagare, alla ricerca della Thomaskirche, dove per 27 anni Bach fu il maestro del coro, e della casa di Mendelssohn, compositore berlinese che nel 1843 fondò il Conservatorio di Lipsia. Finalmente la troviamo, ma stremati dalla ricerca, neanche ci addentriamo al suo interno, stiamo veramente dando il nostro meglio! Girovagando arriviamo davanti al municipio, un edificio massiccio, turrito, imponente, antico che ci lascia a bocca aperta. Chissà cosa ci sarà dall'altro lato di questa meravigliosa piazza? Un nuovissimo, orribile e grigio cinema multisala, un vero obbrobrio architettonico dove l'unica cosa bella sono i tendoni che ancora ne coprono i ponteggi, Dio mio che scempio! Come abbiano potuto permettere la costruzione di un tale blocco di cemento in un angolo di mondo rimasto come fu concepito in un lontano e fascinoso passato? Anche il nuovo cinema ci lasci a bocca aperta, ma di sgomento.
 Thomaskirche - Foto di Mara ~earth light~ (nflorence2012 in Love) photostream
Il pomeriggio è agli sgoccioli ed entro breve dovremmo risalire sul treno del rientro e della casa di Mendelssohn ancora nessuna traccia. Non abbandoniamo il campo finché non abbiamo ritrovato almeno una traccia della sua esistenza. Alla fine troviamo anche casa Mendelssohn, ma, essendo ospiti inattesi, nessuno ci apre la porta per offrirci te e biscotti, e quindi, passando davanti al museo di arte contemporanea, torniamo più stanchi che mai, ma comunque soddisfatti, alla stazione-centro commerciale. Questa bella gita svacco-culturale mi ha fatto venire voglia di ascoltare più musica classica.
 Völkerschlachtdenkmal - Foto di Danny Sotzny [SmithersLE] photostream
Ma chi, a Lipsia, continuerà la tradizione della musica? Chi ai nostri giorni si può dire all'altezza di compositori quali Bach, Wagner e Mendelssohn? Non vi preoccupate gente, gli eredi sono già stati trovati: Tom e Bill Kaultiz, chitarrista e cantante dei Tokyo Hotel. Anche loro passeranno alla storia!
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