C'è una strada, a Mauritius, che da sola vale un'intera guida dell'isola. È la strada che conduce alla lunga spiaggia di Flic en Flac, la migliore dell'isola. Lungo un muro, nei pressi dell'abitato, qualcuno ha scritto un motto, che somiglia molto a una frase di benvenuto, per il quale la traduzione è persin superflua: «So delicious... so Mauritius». E aveva ragione, quella mano anonima armata di bomboletta: difficile pentirsi di aver scelto l'«Ile Maurice», per una vacanza. E quella strada, sulla costa occidentale dell'isola, ne è la perfetta cartina di tornasole.
Un nome strano, Flic en Flac, come curiosi sono i nomi di molti paesi dell'isola, dove la vegetazione ricorda la Polinesia e si incontrano tante razze diverse, da quelle africane agli indiani. Un mare meraviglioso, come lo è - seppur con aspetti diversi - lungo tutti i 330 chilometri di coste. Proprio così: 330 chilometri. Perché Mauritius, contrariamente a quanto si pensa usualmente in Italia, non è un arcipelago in perfetto stile «maldiviano». L'isola è una (con alcuni minuscoli satelliti) e una sola. Con una sua storia, con mille aspetti da approfondire.
Quella che si può trascorrere a Mauritius, insomma, non è certo soltanto la vacanza «all inclusive», ma molto di più. Prima di tutto l'indicazione più pratica, che deve stare alla base della scelta della propria «base» mauriziana, prima di partire. È meglio avere come punto di riferimento un luogo posizionato sulla costa occidentale, quella rivolta verso il Madagascar. Per un solo motivo: quello meteorologico. Mauritius è infatti un'isola divisa in due: da un lato,quello ovest, il tempo è generalmente sereno, mentre dall'altra, rivolta verso l'oceano indiano, è meno clemente, con frequenti acquazzoni. Dunque, obiettivo a ovest.
Visitare l'isola di Mauritius significa soprattutto noleggiare un'auto (almeno per tre giorni) e, cartina alla mano, avventurarsi lungo la costa o nell'entroterra. Con un'attenzione in più: sull'isola - probabilmente in ossequio alla precedente dominazione britannica (l'isola è indipendente dal '68, la repubblica democratica risale al '92) - la guida è spostata sulla destra. Ma per adattarsi in fondo basta un pizzico di concentrazione in più. Al massimo, si segue la corrente del traffico, intenso soprattutto nella zona della capitale, Port Louis.
Almeno quattro sono i punti da non perdere. A nord, il parco naturale di Pamplemousses: uno splendido - ed enorme - giardino botanico, con piante secolari di ogni specie. Un'oasi di pace assoluta, nella quale si può trascorrere anche un'intera giornata. Alla fine, avrete camminato per chilometri all'ombra delle piante, senza rendervene conto.
Spostandosi a sud, si trova l'unico tratto di costa mauriziana non protetta da barriera corallina. Lì, in un panorama mozzafiato, si trova «La roche qui pleure», la roccia che piange. L'effetto delle onde sulla grande scogliera, in effetti, è proprio questo.
Torniamo verso nord, dove troviamo «Le Grand Bassin», un lago che poi tanto grande non è. Grande, però, è il suo significato per la popolazione locale di religione indù, che lo ha reso meta di pellegrinaggi. Lì si possono incontrare anche le scimmie sacre, per la verità abbastanza aggressive, alle quali i pellegrini portano cibo.
Una visita meritano anche due altre località: la caratteristica Curepipe e la mondana Grand Baie. Gli amanti del mare non possono però evitare un'escursione all'Isola dei Cervi, raggiungibile in piroga e situata a est. Per questo, bisogna predisporsi a una giornata di acquazzoni. Ma il luogo vale il sacrificio: la strana forma dell'isola ha creato una laguna unica al mondo, con eccezionali correnti. E poi cascate,terre dai colori variegati, una vegetazione incredibilmente varia.