Domenica 18 ottobre 2009, all’interno dell’arena Croix Noire all’ingresso della città di Aosta, si svolge uno degli appuntamenti più importanti del folklore valdostano. Tra gli eventi tradizionali che richiamano una grande partecipazione di pubblico, non solo regionale, la più famosa e singolare è infatti la Bataille des Reines, uno scontro “non-violento” tra bovine di razza pezzata che si fronteggiano in un’arena fino al ritiro di una delle due.A scendere in campo sono due tra le razze di Reines (=regine) pezzate più selezionate: la rodze, dal mantello più chiaro pezzato e il muso bianco, e la neira, la più antica delle Alpi. Entrambe altrettanto famose per la produzione di latte di alta qualità.
Secondo la tradizione, l’idea delle Bataille des Reines risalirebbe già al XVII sec, anche se il primo torneo organizzato su base regionale, disputato nella Conca di Vertosan, secondo gli storici del folklore è datato 1859. È però soltanto dal 1958 che la bataille è sostenuta e valorizzata a livello nazionale dall’Associazione Amis de Batailles de Reines, che ha iniziato a diffonderne la cultura anche come strumento per salvaguardare la tradizione valdostana e i valori del passato.
Il "campionato" prevede ogni anno un complesso programma costituito da 20 incontri eliminatori dislocati in diverse località della Valle d'Aosta fra primavera e autunno in cui possono partecipare solamente bovine gravide di almeno tre mesi. Assistere ai combattimenti è un'esperienza suggestiva e particolare. La tensione tra le Reine è altissima eppure i match non sfociano mai in scontri violenti, anzi, in alcune occasioni non è nemmeno necessario il contatto fra le due bovine: una delle due infatti abbandona semplicemente il campo riconoscendo la vittoria "a tavolino" all'avversaria. Dopo essersi lungamente studiate e aver grattato furiosamente il terreno con gli zoccoli per intimidire l'avversaria, le Reine si affrontano in un testa-a-testa, in cui spesso l'esemplare più forte si impone in virtù della sua agilità e caparbietà, della muscolatura e delle corna che devono essere forti e ricurve in avanti, e non per forza fisica. È difficile stabilire la durata del combattimento, che può variare da pochi secondi a decine di minuti. La Reina vincitrice riceve il caratteristico campanaccio dal collare riccamente lavorato, il pennacchio colorato, applausi e notorietà. I premi di queste sfide, organizzate dagli allevatori con autentica passione agonistica, consistevano un tempo in cene, barili di vino o perfino nella cessione della bovina perdente.
L'ereditarietà comunque gioca un ruolo molto importante. D'altronde Regine si nasce, non si diventa!