|
|
| |
|
|
| |
Travel Blog
|
Italia
|
|
Written by Miriam Francesca Wark Casella
|
|
Monday, 28 February 2011 13:16 |
|
Se fossi fidanzata porterei il mio compagno a Firenze, sceglierei un bell'albergo tranquillo, con personalità e suite fornita di vasca ad idromassaggio nella quale piazzare il suddetto figone (se non è tale non mi ci fidanzo mica).
Da maggio a settembre vorrei un albergo con giardino e piscina, visiterei la città muovendomi in bici o a piedi, e nei mesi freddi vorrei un caldo tappeto davanti al caminetto.
Se fossi fidanzata andrei col mio ragazzo al Riva Lofts.
|
|
Read more...
|
|
|
Italia
|
|
Written by Miriam Francesca Wark Casella
|
|
Wednesday, 26 January 2011 17:03 |
|
C'era il mare, il sole forte ed il vento, tanto vento. Un vento che scompigliava i capelli, sollevava la sabbia fine, agitava i pini sulle colline, sosteneva i gabbiani, alzava le gonne alle prime turiste bionde; le lucertole sui sassi roventi e le onde feroci contro gli scogli. E non c'era nient'altro. Ma era un paese speciale, antico come il mare stesso e le pietre, un villaggio di pescatori che subì l'occupazione dei Catalani, dei Turchi e le scorrerie dei pirati saraceni.
I pescatori incuranti dello sprofondare della vecchia sedia sulla battigia sulla quale riparavano le reti, del sole che cuoceva la pelle e dei bagnanti che portavano ancora i costumi a vita alta.
Le estati passavano tranquille, senza nessun evento particolare. Al ritmo delle maree viveva la gente dell'antico borgo.
Poi arrivarono i primi turisti dal lontano Nord, con gli occhi azzurri e la parlata gutturale, spericolati a tal punto da ordinare un cappuccino insieme ai calamari fritti.
Gli animi si risvegliarono, la voglia di fare - madre delle grandi idee - illuminò le menti di alcuni ragazzi del luogo che si diedero da fare organizzando tornei di beach volley, concertini in spiaggia intorno al fuoco, sagre e feste di Carnevale e l'antico borgo si scrollò la polvere di dosso.
Erano gli anni 70, nasceva Radio Alice,le carte da parati a grandi fiori marroni ornavano le pareti, c'era un forte abuso del colore arancione, i Sex Pistols e gli Abba animavano le serate.
Io in quel paese di pescatori e turisti ci sono nata, figlia di una olandese e di uno di quei ragazzi che giocava a pallavolo sulla sabbia e contribuiva alla nascita delle manifestazioni, sagre, eventi vari che da allora vivacizzano le giornate laiguegliesi.
Sono nata negli anni 80 e della mia infanzia ricordo gli alberi di carrubo nel cortile dell'asilo, vico Giuggiole (per la presenza di questa pianta, l'ultima rimasta e preda degli assalti dei ragazzi di allora, per i suoi gustosi frutti), la fiera di San Matteo ogni Settembre, il gelato Pantera Rosa che mangiavo in spiaggia correndo fra i gozzi dei pescatori abbronzati.
Da quando sono piccola ho sempre desiderato uno di quei berretti di lana blu col pon-pon rosso che vedevo indossati dai vecchi pescatori laiguegliesi. I quesiti che tormentavano le mie notti erano: "Dove si possono comprare?" E "Come diavolo fanno a metterli in testa in estate?" "Da dove vengono?"
Ancora adesso, alla veneranda età di 28 anni, non ho pace.
Scatta, allora, l'indagine "Alto mare" e l'inchiesta inizia con un terzo grado a mio padre.
Raccogliendo poi brandelli di storie dai miei informatori segreti, perlustrando i bassifondi e i vicoli bui di Laigueglia, interrogando personaggi loschi della malavita ligure, puntando feroci luci negli occhi dei vecchi del luogo, pedinando i pescatori dall'alba al tramonto, si giunge ad una conclusione napoleon-gastronomica.
Ricapitolando:
Napoleone e i suoi fucilieri passarono da Laigueglia nel 1796, alloggiando nell'ex "Palazzo rosso", ora residence "Baia del sole", sedussero donne, mangiarono i "frisciöi de gianchetti" e, visto che la moda francese ha sempre un certo charme sugli italiani, lanciarono l'uso di un piccolo basco nero, poi blu, fra i pescatori locali, ottimo per ripararsi dal freddo e dall'umidità dell'alba in mezzo al mare.
Anni 70. Il gruppo dei "Ragazzacci" organizza una sagra di paese: una enorme padella colma di cozze a cuocere lì nella piazza principale di Laigueglia.
La "Muscolata" fu un evento.
La distribuzione gratuita di quei piccoli e squisiti mostriciattoli attirò frotte di turisti anche dai paesi limitrofi e fu una grande festa. Ettolitri di vino, cinque quintali di muscoli e decine di bagnanti da tutte le spiagge, impegnati per giorni alla loro pulizia e preparazione. Per tale occasione, apportando una piccola modifica ai baschetti napoleonici, crearono i berretti di lana blu col pon-pon rosso, protagonisti della mia indagine.
Non so con quale coraggio indossarono tali lanosi cappelli coi 40°C estivi ma lo fecero e furono subito trendy.
I vecchi pescatori di Laigueglia che ora lavorano accanto al molo, fra teste di pesce, miagolii di gatti e turisti coi costumi a vita bassissima, io me li ricordo col pon-pon rosso.
Alla fine delle indagini nessuno degli interpellati ha saputo o voluto rivelarmi il massimo segreto: "Dove posso procurarmene uno?"
L'indagine "Alto mare" si trova di fatto ancora in alto mare. Forse Jessica Fletcher, abituata ai pescatori di Cabote Cove, potrà aiutarmi a risolvere il caso. Intanto, le chiedo amicizia su Facebook.
|
|
Italia
|
|
Written by Miriam Francesca Wark Casella
|
|
Saturday, 13 November 2010 16:31 |
|
Tolto il fatto che il modo migliore per girare l' Umbria sarebbe con un elicottero, resta che é una terra davvero imperdibile, e noi comuni mortali ci siamo accontentate ad uno viaggio on the road a bordo di una mitica Punto. Scopo del viaggio: arte, cultura, salame di cinghiale, lenticchie di Norcia e vino di Montefalco.
Risultato del viaggio: quando si torna?
Bucolica, accogliente regione ricoperta di velluto verde, la notte nerissima le cui stelle illuminano e rapiscono, le colline dolci ricche di vigne ed ulivi, un incantevole paesaggio che distoglie l' attenzione dalla guida. L'Umbria in autunno è ancora ottimale per godersi il sole e il color rame che brilla sulle foglie degli alberi. In inverno scende la neve, il monte Ingino si illumina con le luci che formano l'albero di Natale più grande del mondo, un fascino diverso si sprigiona nella città eugubina.
Prima tappa la città di Gubbio, la città di pietra grigia. La piazza pensile con il Palazzo dei Consoli, il Voltone, le mura ciclopiche meritano assolutamente anche una visita notturna, quando la città si spopola e i giovani si riuniscono al pub The Village, nascosto dietro la facciata di una chiesa.
Stanche dei grandi centri cittadini abbiamo trovato un incantevole B&B a Santa Cristina, sopra Gubbio. Pernottare nella Casa la Valle è un' esperienza rigenerante, arrivare lassù ed essere accolti dal sorriso di Renza e dal delizioso senso dell'umorismo del marito Zolfo è come ricevere un caldo abbraccio di un amico. Le stelle ed i loro gatti come unici guardiani del casolare.
Persone con delle storie di vita che non ci si stanca mai di ascoltare.
D' obbligo scendere al piano terra dove Renza ha allestito il suo laboratorio di tessitura, lei raggiante signora dai capelli d'argento, amante dell'architettura che però costruisce strutture di filo tinto a mano all'antica, con fiori e piante.
La sera, dopo aver visitato Assisi, città santa e strana, abbiamo optato per una cena minimal a base di una carrellata infinita di antipasti, come i cioccolatini nella pubblicità della Bahlsen, pappardelle fatte in casa, cinghiale in salmì e patate arrosto all'Osteria del Bottaccione sopra Gubbio, delizie casereccie della nonna del proprietario.
Umbria paese dei santi e predicatori, ma a noi piace credere ad Al Bano e Romina Power quando cantavano " felicità, un bicchiere di vino con un panino la felicità..." perché se il panino è farcito con salame di cinghiale la vita poi ti sorride.
Ma la felicità si trova anche in un incontro casuale con persone strepitose come le sorelle Brizi di Montefalco, custodi del più antico frantoio della zona, lavoratrici legate alla tradizione dell'olio raccolto a mano, ma ostacolate dalla modernità.
La felicità è anche se casualmente si è appassionate di rugby- con doverosa venerazione per gli All Blacks, casualmente durante la cena i venti ragazzoni seduti al tavolo accanto facciano parte della squadra del Rugby Gubbio Élite, allenati da Joe Mcdonnell, ex All black in molta carne ed ossa e casualmente si venga invitate a bere una birra al loro tavolo.
La felicità è poi trovare uno di loro disposto a farci da Cicerone per il tour di Gubbio by night, impagabile esperienza.
La felicità è anche sapere che sia Monica Bellucci che Laura Chiatti siano umbre e la felicità è credere che la causa della loro bellezza sia l'aria pulita e la buona cucina umbra.
Ergo: respirare a pieni polmoni e assaggiare tutto ció che ci viene proposto, magari riempiendo due tupperwares x il viaggio del ritorno; elisir di bellezza to go.
Le ultime due sere le abbiamo passate a Norcia, piccolo centro ancora racchiuso fra le mura originarie, una piazza, una via, botteghe di salumi e formaggi con enormi teste di cinghiale alle pareti, manco fossimo nella Gallia di Asterix, turisti e pellegrini.
Finita l'ora dell'aperitivo in giro siamo rimaste solo noi e San Benedetto, lì a scrutarci dal centro della piazza. Silenziose pietre antiche disposte a farsi immortalare dalla mia macchina fotografica senza passanti che sbucano davanti all'obbiettivo. La pioggia ha bagnato le strade, il vento soffia leggero e trasporta una voce appena distinguibile; concentrandoci la sentiamo bene e dice: "Branca, Branca, Branca, Leon, Leon, Leon, Fiii... Bum!
Scientificamente provata quintessenza del godimento è il prosciutto di Norcia, in vendita anche in versione tascabile, facilmente trasportabile per la merenda delle quattro.
Dovendo poi tornare a Berlino in aereo ho lasciato in custodia il mio tessssoro ai miei genitori; ora vorrei solo rinnegare la parentela e riappropriarmene.
Tascabile, mi manchi!
|
|
Nel mondo
|
|
Written by Miriam Francesca Wark Casella
|
|
Tuesday, 31 August 2010 00:00 |
|
{linkr:bookmarks;size:small;text:nn;separator:+;badges:p}
Pensate già ad un viaggio in Giappone ma non sapete scegliere una data? Volete visitare il centro ultra moderno di Tokyo, perdervi nella città senza indirizzi, dormire nei capsule hotels (e già vi do tutta la mia stima ), guardare i fiori di loto, scalare il Fujiyama, assaporare il pesce palla e guardare le puntate di Holly e Benji in lingua originale?? Se volete uscire dal circolo delle attrazioni turistiche e fare qualcosa di veramente giapponese vi do un paio di consigli: trovate il mini bar di Hidetugu Ueno, geniale e buffo ometto, strabiliante barman appartenete alla top ten di tutti i barmen del mondo, e osservate con quale grazia scolpisce con un coltellino dei diamanti di ghiaccio da blocchi grezzi e informi, diamanti che poi finiranno nei pregiatissimi cocktails che prepara con calma orientale e passione latina.

Fate in modo di essere a Tokyo per l'11 novembre, giorno di celebrazione dei bastoncini Mikado, quelli ricopereti di cioccolato. I giapponesi, e non solo, anche sud coreani e cinesi ne vanno matti: giorni prima iniziano a comprare le scorte di bastoncini croccantosi e affilano gli incisivi come i castori prima di costruire le dighe.
Veramante parlare solo del gusto cioccolato sarebbe limitativo ed irrispettoso: ne esistono al gusto mandorla, miele, fragola, te verde, banana, carramello, cocco etc etc fino a quelli ricoperti di cioccolato fondente amaro, i Men's Pocky, per uomini veri che non devono chiedere mai.
Attenzione: Mikado è il nome occidentale dei famosi bastoncini di biscotto, nome rubato dal gioco che da noi si chiama Shangai; in Giappone si chiamano pocky, da pokki, il nostro suono crac.
L'11 novembre, vista la somiglianza grafica del numero 11 con 2 bastoncini, si celebra il Pocky Day con feste, concerti, gare di sgranocchiata in velocità e abbuffate mortali di bastoncini da croccare, sgranocchiare, smangiucchiare, rodere e mordere senza pietà.
{linkr:bookmarks;size:small;text:nn;separator:+;badges:p}
{linkr:related;keywords:giappone%2C+tokyo;limit:3;title:Articoli+correlati} |
|
strano ma vero (?)
|
|
Written by Gracidella
|
|
Tuesday, 15 June 2010 14:57 |
|
{linkr:bookmarks;size:small;text:nn;separator:+;badges:p}
Il turismo ufologico: una realtà tutta terrestre
Vista la quantità di appassionati sempre crescente che si dedica al turismo ufologico sembra che si sia in tanti a sperare d'incontrare gli epigoni di ET...Tutti col naso per aria a scrutare il cielo in attesa di vedere gli oggetti volanti non identificati ma è bene sapere che gli extraterrestri preferiscono bazzicare alcune zone in particolare. Per esempio, statistiche alla mano, Alien &co. prediligono il Sud America. Sarà merito del clima caldo e del fascino sempreverde della cultura latina ma in Cile gli UFO son quasi di casa, se ne avvistano talmente tanti che le autorità locali della regione di Mairo-Rivera stanno pensando di costruire strutture apposite per permettere agevoli avvistamenti ai tanti appassionati. La vocazione ufologica del Cile è d'altronde fuori discussione: a La Serena, nel Cile settentrionale, esiste da tempo un museo dedicato agli UFO e cresce sempre di più la fama di Algon come punto d'avvistamento privilegiato.
 (Foto: Stefan-Xp)
|
|
Read more...
|
|
|
|
|
<< Start < Prev 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Next > End >>
|
|
Page 1 of 17 |
|
|
| |
|
|
|
| |
Se vuoi pubblicare un post su MINTRIP.COM, inviarci esperienze di viaggio, notizie, curiosità, segnalazioni clikka qui.
|
|
| |
|
|
|
 |
|